MercatoNoStop

mercoledì 4 luglio 2018

Il segnale dalla borsa

Il segnale arriva dalla borsa: con Ronaldo la Juve vince anche fuori dal campo




Il sette per cento guadagnato a Piazza Affari dalle azioni della Juventus è la chiave di lettura più efficace per l’operazione (in divenire) Cristiano Ronaldo. La borsa vive di aspettative e di rumors, secondo il vecchio detto "compra sulla voce e vendi sulla notizia". Le voci evidentemente vengono ritenute fondate, visto che il binomio Juventus-CR7 si è già rivelato proficuo. Un dato congiunturale, che però va letto in chiave più ampia. La reazione del titolo bianconero alle notizie delle ultime 48 ore rende l’idea dell’importanza che l’arrivo del fuoriclasse portoghese potrebbe avere sulle casse del club. All’importante esborso per acquistarlo e garantirgli l’ingaggio, infatti, seguirebbe una significativa espansione del marchio e dei ricavi. Cristiano Ronaldo arriverebbe a Torino per sollevare la Champions, ma consentirebbe alla Juve e alla sua proprietà di vincere anche una partita più importante in chiave mondiale. 

IL RUOLO di FCA – Sarebbe evidente in questa operazione un ruolo attivo di Exor e di FiatCristiano Ronaldo non è solo un atleta, ma un generatore di business. Diventerebbe naturale per lui un ruolo da testimonial per la Fiat soprattutto sui mercati asiatici, senza trascurare il contesto nordamericano. Negli Usa potrebbe anche essere associato a target più alti, legando il proprio volto a Ferrari e Maserati che fanno parte della galassia FCA.  

L’ARIETE – Poi c’è il discorso più strettamente legato agli interessi della Juventus. Si parla di 30 milioni di ingaggio all’anno e non possiamo, a oggi, addentrarci sulla questione diritti di immagine. Andrà valutato, eventualmente, come le parti si metteranno d’accordo.  Trenta milioni rappresentano una cifra certamente molto alta, da record per l’Italia, ma che non resterebbe fine a se stessa. Cristiano Ronaldo però sarebbe l’ariete perfetto per consentire alla Juve di togliersi l’etichetta di squadra italiana per eccellenza e sfondare sul mercato globale. Con lui verrebbe intercettata una fascia di tifo trasversale, intercontinentale, destinata a portare immediati benefici a livello di merchandising. Per il fatturato, si aprirebbe una frattura incolmabile tra la Juventus e le altre società italiane. Guardando al bilancio, un affare del genere avrebbe un impatto positivo in termini di ricavi anche nell’immediato, senza dover attendere il consueto orizzonte dei tre anni. Senza escludere la possibilità di rinegoziare al rialzo, in prospettiva, accordi già in essere di sponsorizzazione e di diritti già esistenti. Pur avendo 33 anni, un atleta del genere garantisce anche la possibilità di poter pianificare introiti su più anni.

Roma: nodo Florenzi

Roma, 4 milioni a Florenzi? Se non fosse riserva forse si.




Sei mesi di trattativa per rinnovare il contratto del 'bello de nonna', come lo chiama un caro amico di chi scrive, Alessandro Florenzi. No, dico, sei mesi. E perchè? Perchè Florenzi, in scadenza di contratto giugno 2019, vuole 4 milioni netti l'anno. No, dico, 4 milioni netti l'anno. La Roma ne offre 2,7 più bonus, quindi attorno ai tre milioni puliti. Ah, poi Florenzi vorrebbe un posto da titolare. Sì, ma dove? E in che ruolo? Da esterno offensivo non credo sia considerato, sennò la Roma non avrebbe preso Kluivert e, all'occorrenza anche Pastore, che da esterno può giocare eccome, oltre alla probabile permanenza di due big come Perotti ed El Shaarawy e alla conferma dell'intoccabile Under. Da interno di centrocampo? Beh, in quel ruolo ci vogliono caratteristiche che non corrispondono alle esigenze di Di Francesco. Eppoi, c'è il ruolo di terzino. La rovina di Florenzi, forse, è stata in quel fantastico gol del Barcellona, che ha fatto girare (e scrivere) l'idea che quello fosse davvero il suo ruolo e che finalmente la Roma aveva trovato il suo Dani Alves. No, dico, Dani Alves.
Non è un caso che spesso, il tecnico avversario della Roma usi la chiave tattica di spingere proprio sulla fascia di Florenzi, quella ritenuta più debole, cogliendo anche discreti frutti. E' un fatto che Florenzi, pur esempio di dedizione e applicazione, abbia dei limiti difensivi sui movimenti degli attaccanti avversari. Limiti che a volte la Roma paga a caro prezzo. E' un fatto che Florenzi abbia giocato terzino solo ed unicamente per la continua emergenza su quel lato.
E siamo arrivati al dunque. C'è chi sostiene che uno come Florenzi non si fa scappare via perchè sa interpretare tre ruoli. Io provo a vederla al contrario: se uno sa fare tre ruoli e in nessuno di questi riesce a convincere in pieno e diventare titolare inamovibile, che cosa vuol dire? Che non sa fare bene nessuno dei tre ruoli? Temo di sì. E allora, può la Roma spendere più di tre milioni di ingaggio (che sono sei lordi) per una riserva, perchè questo è, alla fine, Alessandro Florenzi? E dunque, alla fine, io sto con Monchi, che tiene duro nella contesa sui soldi, anche a rischio di veder partire il giocatore. Per andare dove? Scontato, all'Inter, da Spalletti. E se l'Inter ha deciso di spendere 4 milioni di ingaggio per una riserva, faccia pure, io di sicuro non mi straccio le vesti.

Il no di Pinamonti costa caro

Inter, il no di Pinamonti al Sassuolo è costato caro. Eder senza ansie




Piero Ausilio ha lavorato duro per raggiungere quota 45 milioni in plusvalenze. Un obiettivo conseguito anche grazie alla valorizzazione dei ragazzi del settore giovanile, su tutti Bettella e Zaniolo, ceduti rispettivamente ad Atalanta e Roma. Della prima squadra, invece, oltre a Kondogbia e Murillo che comunque erano già stati ceduti in precedenza, hanno salutato solo Santon e Nagatomo. 

Ancora molti sono i giocatori presenti nel gruppo di Spalletti e che l’Inter non ritiene indispensabili. C’è affollamento soprattutto in attacco, dove gli arrivi di Politano, Lautaro Martinez ed eventualmente quello di Malcom potrebbero spingere ancora di più ai margini sia Eder che Pinamonti. Da tempo i due attaccanti sembrano in uscita da Appiano Gentile ma almeno finora non sembra essere mai arrivato alcun club a stuzzicare la loro fantasia. 

Andrea Pinamonti era stato ceduto al Sassuolo nella scorsia sessione di mercato per circa sette milioni di euro ma le indiscrezioni del mercato raccontano di un suo rifiuto ai neroverdi. Un no che finora gli è costato abbastanza caro dato che da quel momento non ha praticamente mai messo piede in campo (eccezione rappresentata dalla gara contro il Pordenone, in cui non ha neanche brillato). Poi tante voci di mercato: Roma, Genoa, Empoli, Frosinone, spesso si era addirittura paventata l’eventualità che il calciatore andasse a giocare all’estero, ma ad oggi nessuna opzione ha ancora trovato concretezza; la Roma ha preferito inserire Zaniolo e Santon nella trattativa Nainggolan e il Genoa sembra più interessato a Cerri.


Eder invece aveva ricevuto una chiamata dalla Russia ai tempi di Mancini allo Zenit ma la priorità del calciatore sembra essere quella di rimanere in Italia e neanche le voci arrivate dalla Spagna (Valencia su tutte) hanno finora trovato la strada spianata. Nel suo cuore continua ad avere un posto speciale la Sampdoria, che però al momento non si è ancora fatta sentire. La situazione di Eder è nettamente diversa da quella di Pinamonti: a 32 anni gran parte della carriera è ormai alle spalle e rimanendo all’Inter, impegnata in tante competizioni, spera di riuscire a trovare un po’ di spazio. Due storie diverse quelle di Eder e Pinamonti, ma la loro partenza agevolerebbe e non di poco il mercato dell’Inter, che comunque finora si è saputa ugualmente muovere molto bene.

Milan: Yonghong Li pronto

Milan: Yonghong Li pronto a versare i 32 milioni, ma continuano le trattative




Yonghong Li non ha nessuna intenzione di lasciare il Milan, almeno per ora: le strade del presidente cinese e del club rossonero sembrano non essere pronte a dividersi nemmeno questa volta. Secondo quanto appreso da Calciomercato.com infatti, l'imprenditore di Huazhou è pronto a versare i 32 milioni anticipati da Elliott per l’ultima tranche di aumento di capitale del club.

C'E' TEMPO FINO A VENERDI', BASTA LA PROVA DELLA TRANSAZIONE - Al momento non ci sarebbe infatti ancora nessun bonifico da parte di Mr Li, che ha tempo però fino a venerdì e al quale basterà la prova della transazione bancaria: anche questa volta dunque il cinese dovrebbe riuscire a saldare il conto, come tutte quelle precedenti. Il destinatario del bonifico non sarà questa volta il Milan ma Paul Singer, fondatore e azionista del fondo Elliott.

CONTINUANO I TAVOLI CON I POTENZIALI ACQUIRENTI - Nel frattempo, continuano a oltranza i tavoli con potenziali interessati: in meno di tre giorni è difficile che la trattativa tra Li e Commisso riprenda e arrivi alla conclusione. Il numero uno del Milan restituirà dunque il prestito parziale, per poi eventualmente pensare alla divisione del pacchetto azionario. Risuonano come chiosa le parole di Fassone, ad del Milan, nella diretta coi tifosi di inizio settimana: "L'importante per i tifosi è che il club sia solido e che il proprietario, chiunque sia, ci supporti e ci aiuti. Li lo ha sempre fatto e ora è libero di negoziare senza informarci". Ancora una volta, dunque, il club rimarrà nelle sue mani: per ora. 

Parla l'agente di Higuain

Agente Higuain: "Gonzalo felice di Ronaldo alla Juve. Chelsea? Sarri è un padre"




Nicholas Higuain, agente di Gonzalo, ha parlato a Sky del futuro del suo assistito, attaccante della Juventus:

SU CRISTIANO RONALDO - "Non sappiamo nulla, Ronaldo ha giocato quattro anni con Gonzalo a Madrid ma non gli ha detto niente. A Higuain piacerebbe molto tornare a giocare con Cristiano, si conoscono a memoria"

SUL FUTURO DI HIGUAIN - "Al momento non abbiamo parlato con nessuno, ha un contratto con la Juve, ha un bel rapporto con l'allenatore e si trova bene a Torino. Non ci sono stati contatti, sono tornato ieri sera a Buenos Aires dopo il Mondiale".

SUL FEELING CON ALLEGRI - "Discussione con Allegri? Tutto quello che succede nello spogliatoio rimane lì, lui ha un codice preciso. Sono stati altri a scrivere che hanno litigato".

SUGLI SPAZI RIDOTTI CON RONALDO - "Hanno già giocato assieme: Gonzalo faceva il centravanti e Ronaldo giocava più arretrato, hanno convissuto con ottimi risultati. Se arrivasse si troverebbero bene."

SU SARRI AL CHELSEA - "Il rapporto di Gonzalo con Sarri è fantastico, gli vuole bene come a un padre. Prima di tutto Sarri non è ancora al Chelsea, e comunque rimangono i tre anni di contratto con la Juve"

Perez convoca Mendes

Juve-Ronaldo svolta: il Real convoca Mendes per parlare del futuro di CR7




Cristiano Ronaldo alla Juventus, un pensiero stupendo che prende forma col passare delle ore, dei minuti anzi. Secondo MarcaJorge Mendes, potentissimo procuratore del cinque volte Pallone d’Oro portoghese, è stato convocato d’urgenza a Madrid da Florentino PerezIl motivo? Discutere del futuro di Cristiano Ronaldo. Il club bianconero non chiude alla possibilità di provare ad accontentare il giocatore e il Real Madrid (a cui Ronaldo è legato fino a giugno 2021 da una clausola di 1 miliardo di euro) e dalla Spagna arrivano segnali positivi per i bianconeri

RIUNIONE D'EMERGENZA - L'agente di Cristiano Ronaldo, si legge, è stato convocato con urgenza dal numero uno dei Blancos e proprio in queste ore sta volando verso Madrid. Marca spiega come il faccia a faccia, previsto per stasera o al più tardi domani mattina, sarà quello decisivo per conoscere il futuro di CR7. Una sua permanenza a Madrid è definita come 'molto poco probabile’ da Marca. Nonostante in giornata l'ad Beppe Marotta nell'intervista a Sky Sport si sia nascosto dietro a un "Non parlo…”, la Juventus è al lavoro per fare un tentativo concreto per Cristiano Ronaldo. Le cifre dell’operazione? Tra i 100 e i 120 milioni di euro al Real Madrid per il cartellino del portoghese, circa 30 milioni per Ronaldo. La riunione d’emergenza convocata da Florentino Perez può segnare un punto di svolta decisivo nella trattativa con la Juventus. Il presidente del Real Madrid non è disposto ad andare oltre a questa situazione e vuole una risoluzione entro poche ore della questione. In tal caso non si sa ancora se il Real rilancerà o meno sul piano del contratto, mentre Cristiano sembra voler portare sul tavolo la volontà di passare alla Juventus per trovare nuovi stimoli. I rapporti tra CR7 e Florentino Perez non sono mai stati così tesi.

CR7-Juventus, che storia!

L'offerta di Moggi, i gol in Champions, Del Piero: CR7-Juventus, che storia!



Non è una questione di poster appesi in cameretta, di sogni realizzati, d’immagini soltanto preda della fantasia e ora – chissà – furiosamente gettate in pasto alla realtà. No, Cristiano Ronaldo alla Juventus non sarebbe nulla di questo. Sarebbe un’opportunità, innanzitutto. Ma anche e soprattutto una sublimazione vicendevole: CR7 potrebbe dare trucco e parrucco diverso a una Signora che s’è stancata di aspettare in piedi, in coda, mentre culla e fantastica su quella Coppa che tarda ormai 22 anni.

Ecco: Cristiano potrebbe passare da Rey a Leggenda diretta, e potrebbe farlo in Italia. A patto però che si raggiunga quel determinato obiettivo. E poi? Poi bisogna pian piano capire quali sono i motivi per cui il fuoriclasse portoghese potrebbe abbracciare la proposta bianconera: i 30 milioni all’anno aiutano a focalizzare, non a comprenderlo in toto.

COME IL 2003 – Non è neanche la prima volta che le parti si ritrovano a centimetri di distanza. Anno 2003: Cristiano aveva 18 anni, un Classe A fiammante e la carriera stellare - che ha saputo meravigliosamente costruirsi - risiedeva tranquillamente nel terzo cassetto dal basso, quello dei suoi desideri. Moggi arrivò a offrire il cartellino di Salas e 2.5 milioni allo Sporting Lisbona: avevano accettato, era tutto concordato. Tranne l’umore di Salas: il cileno rifiutò all’ultimo momento la destinazione, e i bianconeri si ritrovarono a dover scegliere se spendere o meno 10 milioni per un debuttante. Dal talento certificato sì, ma pur sempre un debuttante. Facile, allora, cantare Glory al Man United. Facile, allora, essere preda di Sir Alex Ferguson.

ILUSIONES – Del resto, il suo sogno era quello lì: giocare in Premier, farlo per i Red Devils. Crescere in ambizioni e in consapevolezze. Eh, pure nel palmarés. “Ma i bianconeri mi piacevano, mi rendeva felice il loro interesse: erano straordinari”, dirà qualche tempo dopo. Nel mezzo: la Champions e la crescita pazzesca sotto l’ala di Ferguson, i primi approcci al Pallone d’Oro, la consapevolezza che non si sarebbe trattato di un fenomeno passeggero. Ma di un giocatore destinato a fare del calcio un’altra cosa, per nulla vicina al banale concetto di sport.

IL DURO LAVORO – E i campioni stanno coi campioni, sempre. La chiamata del Real Madrid è molto simile a quella odierna della Juventus: dopo un po’ di schiaffi presi, l’orgoglio di una squadra che con lui condivide la più assoluta ambizione finisce per smuoverlo, per accendergli una fiamma diversa: essere il più grande tra i più grandi. E in questo suo percorso, la Signora torna sempre. Sette volte, per la precisione: dai gironi del 2013 ai quarti di finale della passata stagione, passando per le semifinali del 2015 e – soprattutto – per la notte di Cardiff.

LE PAROLE – Sarà che ormai tutto sembra lecito e collegato, sarà che la concretezza ha superato di gran lunga i primi e timidi sogni, ma nella storia di Ronaldo e della Juve restano anche tante parole. Dall’intervista di Del Piero - rilasciata dopo l’ennesimo Pallone d’Oro -, fino agli applausi dello Stadium dopo una rovesciata che oggi assomiglia a una sentenza. “Devo dire grazie ai tifosi della Juve, ciò che hanno fatto è sbalorditivo e non mi era mai capitato in carriera – aveva raccontato CR7 alla fine dell'andata dei quarti di finale -. E’ stato un momento incredibile, mi sono emozionato". Può capitare ancora, e magari oltre alle mani che battono si potrà ritrovare con oltre quarantamila persone che urlano e godono di tutto. Ah, i giri del mercato. Che dopo una vita passata in parallelo, stavolta possono incrociare anche Cristiano e la Juventus.